29 Mag 2018

L’impiego del legno rappresenta un ottimo alleato per la costruzione di tetti e coperture. Realizzare un tetto con travi lamellari è un’operazione complessa, eseguibile correttamente solo da personale altamente qualificato e competente.

Il primo passaggio per dar vita ad un tetto in legno lamellare ventilato è la realizzazione della corretta orditura, ovvero un particolare reticolo nato dal posizionamento in una certa maniera delle travi che lo compongono.

L’orditura di un tetto nasce dall’unione della grossa orditura in legno lamellare e si completa poi con la piccola orditura, costituita da travetti più piccoli, posizionati ortogonalmente rispetto alla linea di gronda. Una volta realizzata l’orditura si procederà poi, nell’ordine, a:

  • Posizionare perline certificate CE autoprodotte da un impianto all’avanguardia
  • Stesura di teli per freno vapore e traspiranti, capaci di assicurare le migliori prestazioni, resistenti allo strappo e ai raggi UV
  • Applicazione di isolanti appositi per coibentare la copertura nel rispetto delle normative vigenti
  • Realizzazione di una lama d’aria di 5-6 centimetri per asciugare la condensa e permettergli di scorrere via sopra la membrana traspirante, oltre a ricoprire la funzione di abbattitore di temperatura sulla superficie isolante durante la stagione estiva.

Quest’ultimo punto è indispensabile per la costruzione di un tetto in legno lamellare ventilato.

I vantaggi assicurati da un tetto in legno lamellare ventilato

Un tetto in legno lamellare ventilato è in grado di assicurare una vasta gamma di vantaggi, quali:

  • Prevenire la presenza di aria “intrappolata” e poco piacevole
  • Prevenire la formazione di umidità nelle intercapedini
  • Consentire l’accesso di aria fresca e pulita, nonché la circolazione della stessa
  • Eliminare la condensa che potrebbe intaccare la struttura dell’edificio, provocando la proliferazione di muffe
  • Creare un ottimo isolamento dalle temperature esterne, sia calde che fredde
  • Mantenere la temperatura costante.

Da qui si evince la ragione per cui optare per un tetto in legno lamellare ventilato può rappresentare un’ottima soluzione.

Noi di Mariana Luigi siamo specializzati in questo ambito ed in grado di fornire tutte le informazioni necessarie, nonché illustrare gli innumerevoli benefici dati dall’impiego di questa soluzione.

29 Mag 2018

Cosa si intende per orditura di un tetto in legno? Quali sono i componenti per realizzarla? Come si esegue? Ne esistono diverse tipologie? Perché viene realizzata?

Per orditura si intende un particolare reticolo creato dal posizionamento in una certa maniera delle travi che vanno a comporre il tetto in legno di una casa, un edificio o una struttura. Questo è composto dall’unione di elementi di diverse dimensioni, disposte in maniera tale da fornire un appoggio robusto per il manto impiegato per la copertura.

Gli elementi che possono andare a costituire l’orditura di un tetto includono:

  • Trave di colmo, ovvero quella di appoggio posta sulla sommità della capriata nel tetto alla lombarda, oppure a sostegno dei falsi puntoni in quello alla piemontese
  • Falsi puntoni (o paradossi), travi necessarie per l’orditura alla piemontese
  • Terzere (arcarecci o correnti), travetti orizzontali per l’orditura lombarda
  • Cantonali, apposite travi inclinate poste in corrispondenza di aree di displuvio
  • Travicelli (o correntini), elementi disposti orizzontalmente sui falsi puntoni
  • Listelli, impiegati per il fissaggio dei componenti del manto di copertura
  • Tavolati, superfice d’appoggio per tegole e lastre
  • Passafuori, elementi inclinati di sostegno agli sporti
  • Dormienti (o banchine) che formano l’appoggio inferiore dei puntoni
  • Controcatene, elementi di collegamento dei falsi puntoni
  • Saettoni per l’irrigidimento delle travi.

Partendo dalla grossa orditura, che può essere in legno lamellare oppure essiccato, certificato e marchiato CE, si passa poi alla piccola orditura, costituita dai travetti, ovvero da travi più piccole disposte ortogonalmente rispetto alla linea di gronda.

Orditura tetti in legno: come si completa

Per completare un tetto in legno, ovvero la sua orditura, verranno poi aggiunte:

  • Perline certificate CE autoprodotte da un impianto certificato ed all’avanguardia
  • Teli per freno vapore e traspiranti, resistenti allo strappo ed ai raggi UV
  • Isolanti per coibentare la copertura secondo le normative vigenti.

L’unione di questi elementi costruttivi darà quindi origine a quella che viene definita orditura di un tetto, che andrà a ricoprire il ruolo di copertura non soltanto per case ed abitazioni, ma anche per edifici, palestre e strutture di qualunque tipologia.

L’importanza dell’orditura di un tetto

Perché l’orditura di un tetto è tanto importante? In primis perché ricopre il ruolo di sostegno della copertura. Se l’orditura è eseguita a regola d’arte sarà possibile avere un sostegno sicuro anche in caso di eventi sismici, prevenendo di conseguenza eventuali crolli.

Un’orditura in legno inoltre, se ben coibentata, rappresenterà anche la base per la realizzazione di una copertura isolante realmente valida.

Noi di Mariana Luigi siamo estremamente qualificati in questo settore e saremo in grado di fornire tutte le informazioni inerenti l’orditura di tetti in legno, eseguendo questa lavorazione a regola d’arte.

06 Dic 2017
tetto in legno lamellare

Il progetto di un tetto in legno deve essere eseguito con estrema precisione e da personale altamente qualificato.

Gli aspetti da tenere in considerazione infatti non sono soltanto l’estetica dello stesso, ma anche la progettazione della struttura, realizzata effettuando gli appositi calcoli specifici in unione alla scelta del pacchetto adeguato per assicurare elevati standard qualitativi.

Il progetto della struttura dovrà essere fatto sulla base dei disegni dell’edificio, tenendo in considerazione le altezze interne e degli elementi portanti. Una volta studiato questo aspetto è fondamentale effettuare il calcolo per definire la sezione delle travi che costituiscono l’orditura primaria e secondaria della struttura setessa.

Per il progetto della copertura in legno non bisogna sottovalutare il cosiddetto pacchetto, ovvero gli strati di composizione, per evitare infiltrazioni d’acqua, dispersioni termiche, tenuta al vento e smaltimento della condensa.

In ultimo l’aspetto estetico, ovvero la progettazione del tetto mediante anche appositi software 3D, ci permetterà di mostrare al cliente quale potrebbe realmente essere l’aspetto della sua copertura.

Mariana Srl si occupa di realizzare e progettare strutture in legno, tenendo conto di tutto quanto sopracitato ed assicurando le migliori soluzioni.

Stai cercando idee per progettare il tuo tetto in legno?

Se ancora non hai trovato il giusto spunto dal quale trarre ispirazione per il tuo tetto, potrai visionare alcune delle nostre realizzazioni.

Potrai optare per quella che meglio si sposa al tuo contesto d’inserimento, dalle soluzioni più classiche ed eleganti, a quelle più moderne ed innovative.

  • Tetti spioventi assimmetrici, realizzati con uno spiovente più lungo dell’altro
  • Tetti a due spioventi, sfruttando una copertura modulare e dando un aspetto classico all’edificio
  • Tetti a spioventi che si incrociano, con due lati orientati verso aree differenti della casa, dove uno spiovente va ad incrociare e sormontare l’altro
  • Tetti dal design aerodinamico, ovvero soluzioni ultramoderne, con linee inconsuete e curvature verso l’alto che ricorda l’alettone di un’automobile
  • Tetti a spioventi che si collegano, realizzati da spioventi che risultano la continuazione l’uno dell’altro con inclinature alternate
  • Tetti a spiovente unico, inclinato da un solo lato verso il piano orizzontale
  • Tetti a cupola, sicuramente una tipologia inconsueta, che costituisce la struttura stessa della casa.

Quale meglio si presta alla tua abitazione? Vuoi un consiglio da parte nostra che da anni ci occupiamo della progettazione di tetti in legno? Contattaci e noi di Mariana Srl metteremo a tua disposizione tutta la nostra competenza in materia.

24 Apr 2015

Il futuro? Mariana Luigi Srl ormai da alcuni anni è diventata punto di riferimento per chi desidera costruire edifici e sopralzi in legno ad alta efficienza energetica, l’azienda offre una soluzione chiavi in mano in modo tale che il cliente possa avere un’unica persona di riferimento con cui confrontarsi in merito ad ogni dettaglio costruttivo.
L’alta qualità, il comfort abitativo e il materiale utilizzato classificato come energia rinnovabile fanno sì che le case in legno siano effettivamente il futuro dell’edilizia.
La nostra azienda crede molto in questo progetto e attualmente vanta costruzioni in gran parte del nord Italia e recentemente anche in Svizzera. A tal proposito Vi illustriamo, con alcune immagini, due nuove costruzioni targate Mariana Luigi Srl da poco ultimate nei comuni di Faido e Bedigliora in Canton Ticino.

Casa di Faido

Casa di Bedigliora

13 Nov 2014

Hai un casa da sistemare? Hai un tetto che cade a pezzi? Hai bisogno di nuovi spazi?
La nostra azienda ti offre una soluzione per il tuo problema.

Recupero di un edificio

Capita spesso di avere la necessità di rimettere a nuovo una vecchia abitazione o di ricostruirla in parte. Vi proponiamo ora un esempio pratico in cui una struttura datata è stata rimessa a nuovo nell’arco di 6 mesi.

Gli interventi effettuati sono partiti con la demolizione parziale dell’edificio che è stato successivamente ricostruito con pareti tetto e solette in legno; le pareti sono poi state rivestite con un telo traspirante e protettivo e in seguito con lastre di cartongesso fissate su listoni verticali di ventilazione.
Sulla parte non oggetto di demolizione è stato fatto un intervento di recupero con una sostituzione del manto di copertura e dei serramenti; successivamente l’edificio è stato rivestito a cappotto.

Dalla foto seguente si osserva come l’edificio ha ora un aspetto moderno, con un efficienza energetica notevolmente migliorata che va a ridurre drasticamente l’impatto ambientale.

30 Mag 2014

Negli ultimi anni l’involucro casa è stato oggetto di notevoli cambiamenti dovuti sia alle disposizioni di legge che ad una maggior consapevolezza di quanto il risparmio energetico dell’edificio sia fondamentale per il contenimento dei costi ed il mantenimento del valore dell’immobile nel tempo.
Per ottenere prestazioni sempre più elevate, è necessario che l’involucro disperda sempre meno e soprattutto abbia una tenuta all’aria efficace.

Tabella Produzione di Vapore

E’ noto a tutti come le varie attività che si svolgono in un’abitazione contribuiscano alla creazione di umidità. Il vapore può quindi uscire dall’abitazione per convezione o diffusione.
Il processo di diffusione si ha quando il vapore passa dall’interno all’esterno tramite un materiale mentre la convezione consiste nel passaggio di vapore attraverso l’aria.
Proprio il processo di convezione nelle nuove strutture ha subito un notevole ridimensionamento in quanto i cosiddetti spifferi tendenzialmente non vi sono più.

Premesso che un corretto ricambio d’aria, escludendo edifici con impianti VMC, attraverso l’apertura degli infissi più volte al giorno, può contribuire chiaramente a ridurre la presenza di umidità all’interno dei locali, il problema principale risulta essere la presenza di nodi strutturali non ermetici dove quindi vi possa essere presenza di condensa. Tra i nodi più sottovalutati vi è sicuramente l’aggancio del tetto alla muratura perimetrale.

Analizzeremo di seguito alcuni nodi e le relative soluzioni per garantire un corretta tenuta all’aria; facciamo riferimento a due tipologie di tetto, tradizionale e doppio, già oggetto di nostra dispensa precedente, poiché sono diverse le soluzioni da attuare ed i materiali da utilizzare.

Nel tetto doppio la tenuta all’aria risulta essere estremamente più semplice infatti:

  1. Struttura e perlina interno casa si fermano sul perimetro del fabbricato, per cui semplicemente si provvederà a stendere il Freno vapore (Debitamente nastrato sui sormonti) sopra l’assito e si risvolterà su tutto il perimetro della casa per alcuni centimetri. Il risvolto verrà sigillato alla muratura perimetrale con idoneo nastro a tenuta.
  2. Colmo, terzere e mensole sono gli unici elementi che necessariamente attraversano la muratura e quindi creano collegamento tra l’ambiente interno e quello esterno. Notoriamente il legno è un pessimo conduttore, per cui l’unico problema è quello di un’eventuale convezione di vapore nei punti di contatto tra muratura e legno. Per ovviare a questo inconveniente esistono dei nastri ad espansione che garantiscono l’assoluta ermeticità anche a fronte di una leggera variazione di sezione delle travi di legno.
  3. Interposto ai travetti di gronda, in prossimità del perimetro, verrà posizionato un listello di contenimento. Tale listello dovrà essere sigillato con nastro su tutti i 4 lati di contatto: i due laterali con i travetti di gronda, quello inferiore con la perlina interna e quello superiore con la perlina di gronda.
  4. Per rendere ermetica la copertura con il telo impermeabile traspirante, oltre a sigillare i sormonti con nastro idoneo, risulta fondamentale impedire che l’aria fredda possa entrare tra il telo e la perlina di gronda creando le condizioni per la formazione di condensa non sopra ma bensì sotto il telo ed a contatto con il pannello isolante.
  5. Bisogna anche provvedere ad impermeabilizzare e sigillare le viti che serviranno a fissare i listelli di ventilazione, che andranno a forare il telo impermeabile. Per ovviare a questo problema vi sono le guarnizioni punto chiodo da utilizzare in presenza di ogni singolo tirafondo.
  6. Naturalmente è necessario provvedere anche alla sigillatura di tutti gli elementi che fuoriescono dal tetto; camini, esalatori, finestre per tetti ecc. Attraverso l’utilizzo di bande adesive butiliche tale operazione risulta essere estremamente facile ed efficace.

In un tetto tradizionale, proprio per le sue caratteristiche, la tenuta all’aria risulta essere più complessa in quanto i punti di possibile convezione, e quindi di condensa, sono presenti in quantità maggiore.
Infatti si pensi a tutti i travetti che attraversano la muratura perimetrale, ad ogni singola perlina che sul frontespizio passa dall’interno all’esterno del fabbricato.

In questo caso sarò necessario attuare le seguenti operazioni:

  1. I travetti dovranno essere sigillati in maniera da evitare che vi sia passaggio tra il legno e la muratura di tamponamento. E’ noto come il legno sia un materiale vivo che subisce nel tempo variazioni di sezione, seppur minime, causate dalle diverse situazioni ambientali. E’ necessario quindi provvedere a realizzare, con un nastro espandente, un collare in corrispondenza della muratura in maniera che sia questa guarnizione ad annullare tutti i movimenti della struttura lignea.
  2. La stessa guarnizione dovrà poi essere fissata sulla rasatura dei frontespizi e le perline vi si appoggeranno sopra. In questo modo otteniamo una tenuta all’aria efficace.
  3. Anche la disposizione delle guarnizioni sui teli cambia rispetto al tetto doppio. In questo caso è il telo freno vapore che raggiunge la gronda, e quindi bisognerà utilizzare la guaina biadesiva che impedisca all’aria fredda di inserirsi tra perlina e telo.
  4. Il telo impermeabile traspirante dovrà essere invece posizionato sopra il pannello isolante, risvoltato in gronda e sigillato sul telo freno vapore. Infatti l’errore più comune nei tetti tradizionali è vedere il telo impermeabile portato sino in gronda, lasciando quindi libertà all’aria fredda di aggredire il pacchetto di isolamento (Vedi particolare sotto).
01 Apr 2014

Tetto Tradizionale o Tetto Doppio?

L’evoluzione dei tetti in legno, in questi ultimi anni, ha portato a notevoli cambiamenti sia per quanto riguarda le caratteristiche dei materiali utilizzati che per quanto riguarda la tecnica costruttiva. Sino a qualche anno fa, il tetto in legno non veniva considerato come un elemento dell’involucro, dunque non veniva studiato per assolvere alle esigenze di insonorizzazione e di coibentazione. Spesso infatti la struttura veniva posizionata sopra una soletta coibentata, creando quindi un intercapedine senza nessuna valenza abitativa. Solo negli ultimi anni il tetto ha iniziato ad imporsi come elemento visibile dall’interno e quindi con la necessità di avere caratteristiche isolanti tanto quanto le pareti verticali e gli infissi. La sempre maggior attenzione al consumo energetico degli edifici, ha portato gli spessori dei pannelli isolanti dagli iniziali 4/6 cm. sino ai 16/18 cm. che normalmente si utilizzano oggi giorno.

Attualmente vi sono due tipologie realizzative di tetto: tradizionale e doppio (Leggero Mariana)

Tetto Tradizionale

Il tetto tradizionale si contraddistingue per la caratteristica di avere elementi in continuità tra l’interno e l’esterno dell’edificio. Travetti secondari e perline, oltre naturalmente le travi principali, passano dell’interno all’esterno senza soluzione di continuità.

Con questa soluzione, risulta difficile realizzare:

  1. Una buona tenuta all’aria;
  2. Continuità d’isolamento tra la parete verticale ed il tetto;
  3. Sviluppi ridotti di lattoneria;
  4. Accettabili prestazioni acustiche;
  5. Recupero altezze in gronda in presenza di balconi o finestre mansardate.

Analizzando punto per punto le valutazioni sono le seguenti:

  1. Tenuta all’aria: la continuità degli elementi tra interno ed esterno richiede un’attenzione maggiore nella posa e nell’utilizzo delle guarnizioni di tenuta. Seguirà una dispensa di approfondimento.
  2. Non è possibile realizzare una continuità tra i due profili isolati. Ne consegue che nel punto di incontro tra tetto e muro si crei un ponte termico.
  3. Un tetto con 18 cm. di isolante può avere una scossalina con sviluppo oltre i 60 cm. Per ovviare parzialmente a questo problema, è possibile realizzare un doppio salto della perlina così da alleggerire l’impatto visivo (vedi foto a fianco). Nulla è possibile fare in gronda, ma la presenza del canale permette comunque un taglio che limita l’impatto visivo.
  4. Per le prestazioni acustiche facciamo riferimento al nostro precedente approfondimento.
  5. La continuità dei travetti non permette soluzioni architettoniche che ne limitino l’ingombro all’esterno.

Tetto Doppio o Leggero

Il tetto doppio non è altro che la soluzione ideale per risolvere i problemi e le criticità sopra esposti riguardo al tetto tradizionale.
Si tratta di una doppia struttura, la prima si realizza all’interno del perimetro del fabbricato mentre la seconda si appoggia sulla prima e risulta visibile esclusivamente in gronda.

  1. Per quanto riguarda la tenuta all’aria, questa soluzione risulta essere la più idonea in quanto è sufficiente nastrare il telo freno vapore sul perimetro ed utilizzare guarnizioni di tenuta su colmi e mensole.
  2. In presenza di cappotto esterno, la continuità tra gli isolanti è garantita.
  3. In gronda abbiamo unicamente la perlina, il listello di ventilazione ed il listello ferma tegole; l’ingombro complessivo risulta quindi estremamente ridotto.
  4. Un tetto doppio, a parità di materiali utilizzati, aumenta l’abbattimento acustico di circa 6db. Per maggiori dettagli rimandiamo alla dispensa precedente.
  5. La presenza di travetti di gronda posti in luce al pannello isolante, permette inoltre di ottenere maggiore agibilità degli spazi esterni in presenza di balconi, scale ecc. in quanto pur rispettando le altezze progettuali interne, l’intradosso del travetto di gronda risulterà più alto di un valore pari alla sezione del travetto interno più lo spessore dell’assito.

La presenza di due strutture indipendenti permette al tecnico ampia libertà progettuale. Di seguito riportiamo alcuni esempi.

Di fianco possiamo osservare il tetto realizzato su una nostra casa prefabbricata. La struttura esterna essendo collegata ad un balcone in legno è stata realizzata in larice massello essiccato per garantire durabilità nel tempo. La struttura interna è stata invece realizzata in lamellare di abete. E’ stato possibile, quindi, utilizzare per il medesimo fabbricato due tipologie di legno (Lamellare e massiccio essiccato) e due essenze (Abete e larice) massimizzando quindi la funzionalità e l’estetica di tutti gli elementi strutturali.

In questo altro caso il tetto doppio ha permesso di realizzare una struttura con interassi tra i travetti completamente diversi.
All’interno, avendo altezze d’imposta basse si è privilegiato un interasse ampio così da avere meno ingombro possibile, con l’utilizzo di un assito maggiorato con spessore di mm. 33.
All’esterno, attraverso un’idonea struttura di ripartizione, è stato possibile creare una gronda con interasse tradizionale così da rispettare le esigenze architettoniche. Non avendo più nessuna necessità particolare è stato utilizzato un assito comune da 20 mm. di spessore.

05 Mar 2014

Problemi e Soluzioni

Il benessere abitativo non può prescindere da un eccellente isolamento acustico dell’edificio. Spesso però le attenzioni maggiori vengono riservate alle facciate, ai solai di interpiano ed ai serramenti esterni, relegando il tetto ad una funzione marginale.

Da qualche anno la nostra azienda, esperta nel realizzare tetti per edifici ad alte prestazioni, ha concentrato l’attenzione sulle caratteristiche acustiche dei propri manufatti, pur in presenza di normative la cui interpretazione ancora ad oggi è assai varia.

In particolare, già nel corso dell’anno 2009, abbiamo partecipato al primo esperimento in forma di ricerca applicata, eseguito in Italia, il cui risultato fu la stesura di un volume tecnico “Acustica di tetti leggeri” realizzato dagli ingg. Bernhard Oberrauch, Gunther Gantioler, Monika Legierska.

Affrontare il problema dell’acustica, riferito ai tetti leggeri, non può prescindere da considerare quanto segue:

  • Il tetto con struttura lignea ha una scarsa massa, in particolare se confrontato con tetti in calcestruzzo o in laterocemento
  • Presenza di elementi in legno che fuoriescono dall’involucro (Gronde) e che risultano essere eccellenti conduttori di rumore

Per ovviare a questi oggettivi limiti, è necessario quanto segue:

  • Realizzare una buona tenuta all’aria
  • Ridurre gli elementi passanti
  • Inserire elementi che aumentino la massa
  • Accoppiare elementi diversi per creare l’effetto massa/molla/massa
  • Coibentare con materiali fibrosi

L’analisi successiva, sottoforma di domande e risposte, vuole essere solo una prima sommaria analisi da approfondire poi nei casi singoli.

FAQ1: Che differenza c’è tra copertura in cotto e in cemento?
Le analisi eseguite non hanno riscontrato particolari differenze tra le due soluzioni di copertura.

FAQ2: Servono le intercapedini d’aria aggiuntive?
Creare una o più lame d’aria sulla copertura non modifica le prestazioni acustiche.

FAQ3: La scelta del materiale per la coibentazione è importante?
Nodo cruciale per la prestazione del nostro tetto è la scelta del materiale. Di seguito riportiamo, per semplicità di analisi, i risultati degli esperimenti riguardanti isolanti con spessore pari a cm. 16. Risultati che comunque, con differenze marginali, sono stati confermati anche negli esperimenti con spessori differenti.

Risulta evidente come l’utilizzo di isolanti sintetici non permetta il raggiungimento di valori soddisfacenti.

La composizione del pacchetto tetto deve però rispondere anche ad esigenze diverse da quelle acustiche, infatti risulta fondamentale anche l’analisi delle prestazioni in merito alla dispersione termica invernale ed al surriscaldamento estivo.

In quest’ottica risulta interessante il pacchetto T3.

FAQ4: E’ importante la tenuta all’aria?
Premesso che nelle prossime dispense analizzeremo l’importanza di questo elemento nel complesso, per la sola componente acustica è importante sapere che: in presenza di isolamento fibroso (fonoassorbente) la tenuta all’aria non risulta essere elemento determinante alla prestazione finale, mentre in presenza di isolanti sintetici la tenuta all’aria deve essere tassativamente garantita.
FAQ5: Quali sono i migliori pacchetti tetto?
Dalle decine di analisi effettuate, i pacchetti che risultano avere una prestazione acustica di eccellenza hanno tutti un elemento caratterizzante; l’utilizzo di isolamento con spessori intorno ai 24 cm. di materiale a bassa densità 55/70 kg/mc di fibra di legno o di cellulosa.
FAQ6: Come posso aumentare la prestazione acustica del polistirene espanso?
Per raggiungere livelli buoni si deve integrare il pacchetto con elementi elastici (molla – isolanti a bassa densità) ed elementi pesanti (Massa – lastre in fibrocemento)
FAQ7: Aiutano molle aggiuntive in feltri di lino e gomma
Le molle aggiuntive aiutano soprattutto alle basse frequenze mentre nelle alte possono anche peggiorare il risultato
FAQ8: Come posso migliorare la prestazione acustica del tetto a parità di materiali utilizzati?
La struttura del tetto leggero Mariana risponde appieno a questa esigenza in quanto i travetti di gronda vengono posti all’estradosso della perlina interna eliminando quasi totalmente il passaggio di elementi dall’interno all’esterno del fabbricato.

Di seguito riportiamo una stratigrafia esemplificativa ed il certificato acustico del Tetto Leggero Mariana.